Ciò che sta accadendo a Gaza, in Palestina, ad opera del governo di Israele guidato da Benjamin Netanyahu, è una tragedia per la quale si fatica a trovare le parole.
Case, campi profughi, scuole, università, biblioteche e ospedali sono stati distrutti, decine di migliaia di persone sono state e continuano a essere uccise, tantissime persone sono vittime della fame, della disidratazione e di sofferenze gravi, prodotte del blocco sistematico degli aiuti umanitari. La stessa sopravvivenza di un popolo è messa in discussione, così come in discussione è messa l’attendibilità dell’informazione, visti l’impedimento dell’accesso dei giornalisti a Gaza e l’impressionante numero di quelli che lì sono stati uccisi: 247, secondo le stime dell’Onu.
Di fronte a tale orrore, il Collegio dei docenti del Liceo Ilaria Alpi, riunitosi il 12 settembre 2025, seguendo l’esempio di altri istituti, ha deliberato di prendere posizione contro lo sterminio in atto nei confronti della popolazione palestinese a Gaza e contro le violenze perpetrate nei territori occupati in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
In quanto scuola pubblica, fondata sul rispetto della Costituzione, impegnata a educare studenti e studentesse ai valori della dignità umana, della giustizia e della pace, contro ogni tipo di discriminazione e segregazione, contro ogni forma di razzismo e di violenza, siamo profondamente convinti che non si possa restare in silenzio. E questo vale profondamente per un istituto dedicato alla figura di Ilaria Alpi, che ha perso la vita perseguendo i suoi ideali di solidarietà, di sostegno alle persone più vulnerabili e di ricerca della verità, intensamente in contrasto con quella cortina fumogena di propaganda e fake news che si producono quando l’informazione è unilaterale, da qualunque voce essa provenga, ed hanno il chiaro obiettivo di impedire la maturazione di una posizione critica di fronte ai fatti.
Sentiamo l’urgenza di chiedere al governo italiano che venga riconosciuto ufficialmente, come hanno fatto molti altri Stati nel mondo, lo Stato di Palestina, e al contempo di promuovere ogni iniziativa istituzionale per far cessare la guerra e il massacro in atto.
Non possiamo restare immobili e far prevalere la rassegnazione. Come adulti, come educatori, come esseri umani, abbiamo il dovere morale di non restare indifferenti di fronte alla brutalità che si sta consumando sotto i nostri occhi.